Mi stupisco con chi si stcspiue delle parole di quest'articolista del Tempo..articolista (non giornalista) da due soldi fasulli ed inflazionati.Di cosa ci lamentiamo?Ma viviamo con un minimo di comprensione di quel che c'e8 attorno?Ogni tanto articoli cosec beceri e cosec impastati di luoghi comuni e8 bene per noi napoletani leggerli: DANNO LA REALE DIMENSIONE non della verite0 ci mancherebbe, ma DI QUELLO CHE LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DELLE PERSONE MEDIE PENSA DI NOI.C'e8 poco da fare, questa e8 la fama che abbiamo, questo e8 l'onore.. che ci attribuiscono.Gente superficiale e sostanzialmente ignorante?Stupida?Certamente, ma sappiate che e8 la maggioranza notevole, quella che di fatto finisce col contare, sia nelle scelte piccole, che in quelle pesanti.Quella che contribuisce in modo sostanziale nel formare la volgarissima opinione pubblica.Se non abbiamo nessuna credibilite0 e8 perche8 sempre, SEMPRE, dobbiamo misurarci con questa visione generalizzata di Napoli e dei Napoletani.Che Jean Nhoel Schifano abbia ragione, serve per gli altri,e fa bene anche a noi che qualcuno ci ricordi le nostre origini perche9 ci orenti verso il nostro vero destino.Purtroppo non serve ad altro.Cosa dobbiamo fare?Paradossalmente dobbiamo tener conto delle loro idiozie e comportarci in modo generalizzato per contraddire i luoghi comuni di sti barbari del Nord che hanno avuto la fortuna immeritata di trovarsi senza neanche saperlo al centro della rivoluzione industriale.Oppure per smentire sti pecorari di Roma, che se non fosse stato per i finanziamenti dei contribuenti avrebbero continuato a vivere tra Colosseo semiscassato, colonne non riportate in superficie, capitelli spuntanti sull'erba e pecore al centro dell' urbe nonostante la presenza papalina.Papi che per quanto schifosamente sovrani, rubavano meno dello Stato unitario.Contemporaneamente la nostra citte0, prima dell'Unite0, concorreva con Parigi sul primato londinese e distanziava la capitale dell'impero asburgico a sua volta avvicinata da Palermo .Il meridione non conosceva emigrazione e chi andava (Acton) faceva il viaggiatore,mentre i nobili stranieri come Stendhal, Goethe, Hugo, ma erano tantissimi altri verificavano la bonte0 dei nostri posti, battezzavano miglio d'oro la pif9 bella passeggiata d'Europa (tra Portici e Castellammare), e imparavano la grandezza di Roma, grazie a Pompei, Stabia ed Ercolano (anzi Resecna).Per tornare a questo dobbiamo far FINTA che abbiano ragione, tanto quello che emerge e8 la merda, che pif9 che da noi sta negli occhi di chi ci guarda. |